Carie e Streptococco

Carie e Streptococco

Carie e streptococco

La carie è tutt’ora la patologia orale con più alta prevalenza, tanto che l’intera popolazione italiana è considerata a rischio di carie dalle Linee Guida del Ministero 2013.
http://www.studiodentisticoassociato.com/conservativa/

Le cause sono molteplici (alimentazione errata, cattiva igiene orale ecc) ma la presenza di batteri cariogeni ha un ruolo fondamentale nell’eziopatogenesi.

Attualmente si ritiene che la carie sia una malattia polimicrobica, cioè causata da diversi microorganismi: decine di specie batteriche possono causare la carie, ma è dimostrato che lo Streptococco mutans è il più importante agente eziologico di questa patologia.

Dunque le strategie della prevenzione della carie (oltre naturalmente all’insegnamento di un corretto spazzolamento) sono indirizzate verso il controllo di questo microorganismo.
http://www.odontoiatria33.it/cont/pubblica/clinica-e-ricerca/contenuti/11542/streptococco-salivarius-elimina-streptococco-mutans-risultanze-ricerca.asp

Oggi è noto che la cavità orale in soggetti sani è caratterizzata da un microbiota ben equilibrato e che l’alterazione di questo equilibrio porta a disturbi orali come la malattia parodontale e la carie dentale.

Uno strumento preventivo per la carie dentale e per la salute orale è rappresentato quindi dalla modulazione del microbiota orale mediante prodotti che siano in grado di favorire una sana flora batterica orale.

Una strategia logica risulta pertanto quella di utilizzare “probiotici orali” cioè microorganismi isolati dal cavo orale di soggetti umani sani.

I criteri chiave per il candidato probiotico ideale sono: assenza di patogenicità; ampia presenza come popolazioni naturali all’interno del microbiota orale, potente attività inibitoria in vitro e in vivo nei confronti degli agenti patogeni orali.

Queste caratteristiche le ritroviamo nello Streptococcus salivarius M18 ad azione antibatterica, antiplacca, antiacido e antiinfiammatoria.

È stata infatti studiata e documentata la capacità dello Streptococco salivarius di ridurre significativamente la presenza di Streptococco mutans, mediante l’azione anti placca dovuta alla presenza del megaplasmide e l’effetto tampone salivare grazie alla produzione di ureasi in grado di modulare il pH orale.

Inoltre lo Streptococco salivarius M18 è risultato essere in grado di contrastare gli stati infiammatori del parodonto riducendo la produzione di citochine pro-infiammatorie.

Sembrano palline da tennis, e queste piccole sfere verdi cinte di blu giocano un’importante partita ogni giorno, ma con lo sport non hanno nulla a che vedere. Si tratta dello Streptococcus salivarius, uno dei microrganismi che compongono la flora batterica normalmente presente nel nostro cavo orale. Come gli altri streptococchi, cresce a coppie caratterizzate da una forma sferica e costituisce la metà di tutti gli streptococchi contenuti nella saliva.

Quando, dopo circa un’ora dall’assunzione di cibo, sui denti inizia a formarsi la placca dentale, questo batterio è il primo a colonizzarla, seguito poi da una lunga serie di altri microrganismi di vario genere. In questa lotta per la conquista della placca, lo Streptococcus salivarius sembra svolgere un ruolo da moderatore, regolando l’impianto di batteri nocivi per la salute orale.

Il salivarius M18 svolge tre azioni, grazie ad alcuni enzimi: si oppone alla crescita dello Streptococcus mutans (che causa la carie), si oppone alla crescita della placca ed evita che dentro la bocca si formi un ambiente acido che facilita la formazione di tartaro e gengiviti.

Uno studio recente su 76 bambini, con buona igiene orale e sottoposti a controlli periodici, ha mostrato con l’uso delle pastiglie di Streptococco salivarius una riduzione della placca del 50% e dei batteri che producono la carie del 75%».

Quello della carie nei bambini è un problema non di poco conto, anche a causa del consumo eccessivo di zuccheri fin da piccolissimi: vediamo bambini con carie anche a 18 mesi. http://www.studiodentisticoassociato.com/alimentazione-e-carie/

Fino a qualche anno fa si somministrava il fluoro per via sistemica fino ai 12 anni, ora le linee guida ministeriali prevedono la somministrazione fino ai 3 anni seguita da applicazioni topiche (che andrebbero fatte dal dentista).Le gemme, ovvero l’abbozzo dei denti permanenti che si formano sotto i denti da latte, si formano fino a 12 anni e per alcuni soggetti nemmeno il dentifricio al fluoro è sufficiente.

Dunque un altro ottimo aiuto per la prevenzione della carie è l’uso di pastiglie da sciogliere in bocca contenenti batteri depotenziati, una sorta di vaccino che aiuta a creare delle difese immunitarie.

Naturalmente queste pastiglie andranno usate dopo aver appurato con un apposito esame della saliva che si ha una elevata percentuale di Streptococco mutans (test di cariorecettività): in questi casi ritengo che il salivarius M18 possa essere un prodotto utile, ma sottolineo che – nonostante sia venduto come integratore e non come farmaco – vada assunto sotto il controllo del pediatra e dell’odontoiatra.
Dr. Corrado Cavalca

Lo scanner in odontoiatria

Lo scanner in odontoiatria

Cosa è lo scanner endoorale?
Con le moderne tecnologie oggi possiamo evitare il fastidio delle impronte di precisione che il dentista deve prendere per eseguire una protesi fissa (ponte, corona singola) oppure per costruire gli “allineatori trasparenti” che servono per rendere perfetto il nostro sorriso.

www.studiodentisticoassociato.com/ortodonzia-invisibile-2/

Questo permette, oltre ad un evidente beneficio per il paziente, di ottenere un’impronta più accurata e dettagliata con un risultato finale sicuramente migliore.

Scanner intraorale per “impronta digitale”
L’impronta viene trasmetta direttamente dalla “telecamera” a un computer che riproduce esattamente la forma e la posizione dei denti del paziente e, su questo modello, stampa con un apposito materiale dotato di una specifica elasticità gli allineatori “invisibili”.

Immagine foto allineatore e modello

Cosa significa CAD-CAM?
In ingegneria, l’espressione CAD/CAM si riferisce all’impiego congiunto e integrato di sistemi software per la progettazione assistita da computer (Computer-Aided Design, CAD) e fabbricazione assistita dal computer (Computer-Aided Manufacturing, CAM). L’uso di sistemi integrati di CAD/CAM rende più semplice il trasferimento di informazioni dalla prima alla seconda fase del processo.
In odontoiatria la tecnologia CAD-CAM permette anche nel caso della protesi fissa la lettura direttamente nella bocca del paziente con uno scanner intraorale 3D eliminando così il fastidio dell’impronta tradizionale.
Il manipolo utilizzato dal dentista è direttamente collegato al computer in modo da scaricare immediatamente le informazioni ed iniziare il primo step della procedura CAD/CAM.

Quale è la procedura CAD-CAM?
Effettuata la lettura, attraverso il software del computer vengono elaborati i dati ed inviati in laboratorio: la fase successiva è quella di progettazione al computer, dopo di che le informazioni passano a speciali macchinari fresatori controllati dal computer stesso per la realizzazione del prodotto finale.

progettazione al computer
Progettazione al computer

modellazione al computer
Modellazione al computer

Negli ultimi anni, anche l’odontoiatria e l’odontotecnica hanno adottato questo sistema di produzione per la realizzazione di protesi fisse come faccette, intarsi, capsule dentali e ponti.

Come era la procedura prima del CAD-CAM?
Prima dell’avvento della tecnologia CAD-CAM, la produzione di una protesi avveniva ed avviene ancora manualmente ed inizia con la presa delle impronte dentali inserendo la pasta per impronte direttamente nella bocca del paziente su un supporto di metallo.
Le impronte vanno direttamente al laboratorio odontotecnico, dove si realizza il calco in gesso su cui il tecnico costruisce la protesi in cera. A questo punto si esegue la fusione della parte metallica (sistema “a cera persa”) su cui verrà poi stratificata la ceramica. Tutti questi passaggi però implicano necessariamente dei possibili piccoli errori che alla fine si sommano e vanno a scapito della precisione del manufatto.

Quali sono dunque i vantaggi?
Ora è possibile apportare modifiche direttamente con il computer a spessore, forma e dimensioni del manufatto protesico. Terminata la fase CAD, quella appena descritta, inizia la fase CAM. Una volta conclusa la progettazione da parte del tecnico, il software produce un file digitale che è mandato ad una speciale fresatrice computer assistita che lo elabora e, sulla base delle informazioni fornite, comincia a fresare/intagliare il blocchetto del materiale che si è scelto per la protesi.


Inizio della “fresatura”


Pezzo semilavorato (parte superiore)


Pezzo semilavorato (parte inferiore)

Alla fine della fresatura il manufatto viene “sinterizzato” (cioè cotto in un apposito fornetto). I materiali di fabbricazione utilizzabili con la tecnica CAD/CAM dentale sono la zirconia (nome commerciale dell’ossido di zirconio rafforzato con ittrio, e disilicato di litio – una vetroceramica molto resistente), compositi e resine.
Pertanto avremo estrema precisione nella realizzazione di protesi molto sottili (faccette e intarsi), singole corone su molari o premolari e anche protesi destinate a sopportare sollecitazioni molto alte come ponti estesi.

Alla fine della fresatura il manufatto viene “sinterizzato” (cioè cotto in un apposito fornetto). I materiali di fabbricazione utilizzabili con la tecnica CAD/CAM dentale sono la zirconia (nome commerciale dell’ossido di zirconio rafforzato con ittrio, e disilicato di litio – una vetroceramica molto resistente), compositi e resine.
Pertanto avremo estrema precisione nella realizzazione di protesi molto sottili (faccette e intarsi), singole corone su molari o premolari e anche protesi destinate a sopportare sollecitazioni molto alte come ponti estesi.


Intarsi


faccette per denti frontali

I materiali usati con tecniche digitali non necessitano della struttura metallica di supporto, per cui risultano estremamente traslucenti quindi esteticamente migliori dei vecchi manufatti.

Perché è preferibile un intarsio CAD-CAM a una grossa otturazione?
Quando la carie da ricostruire con una grossa otturazione è molto estesa, talvolta il dentista può avere qualche difficoltà ad ottenere una masticazione esattamente combaciante con il dente antagonista. Inoltre i l passaggio fra il materiale usato per l’otturazione e il dente che si sta curando potrebbe non essere perfettamente aderente, con possibilità di infiltrazioni e carie secondarie.
Queste possibili imperfezioni sono superate con un manufatto (intarsio) costruito in laboratorio con la tecnica CAD-CAM: l’impronta digitale e la modellazione fatta al computer garantiscono una perfezione assoluta impossibile da ottenere con una otturazione “diretta”.

intarsi dentali
Intarsi dentali

Dr. Corrado Cavalca

Ortodonzia invisibile

Ortodonzia invisibile

Gli allineatori invisibili

Si possono spostare i denti anche negli adulti?
E’ idea diffusa che le malocclusioni dentali possano essere corrette solamente durante l’infanzia e l’adolescenza.
In realtà i denti si muovono durante tutta la vita con lo stesso procedimento biologico, per cui l’età non rappresenta una controindicazione alla terapia ortodontica.

http://www.studiodentisticoassociato.com/ortodonzia-per-adulti-e-bambini/ 

Negli ultimi anni, infatti, la ricerca in campo ortodontico ha consentito lo sviluppo di una tecnica di correzione delle malocclusioni dentali che rappresenta, per gli adulti, un’alternativa valida ed efficace agli apparecchi fissi tradizionali.

Inoltre, oltre all’indiscutibile vantaggio estetico di questi “allineatori invisibili”, questa metodica permette di fare ortodonzia anche nei pazienti con problemi parodontali, nei pazienti allergici al nichel e nei pazienti con smalto molto delicato e predisposto alla carie.


Il nostro Studio si appoggia per la creazione degli allineatori ad una Ditta italiana che, a nostro avviso, non ha nulla da invidiare ad altre ditte straniere.

logo

Inoltre con “Nuvola” il rapporto fra il dentista e la Ditta è più diretto: questo permette tempi di consegna brevi, consulenze immediate ed eventuali riparazioni o sostituzioni delle mascherine perse e/o rotte.

Come funzionano queste “mascherine”?
Questa “filosofia” si fonda sull’utilizzo di allineatori trasparenti (non è prevista applicazione di attacchi e fili metallici) e confortevoli (perché ricavati dall’impronta dentale di precisione del paziente).

       

Gli allineatori sono sequenziali: il movimento di correzione della malocclusione viene infatti programmato in laboratorio in maniera altamente predicibile e suddiviso in fasi ciascuna delle quali ha una durata di circa 14 giorni, tempo biologicamente necessario affinché la quota di movimento si realizzi e si stabilizzi, prima di passare alla successiva. In tal modo le forze ortodontiche esercitate dagli allineatori sono assolutamente controllate, limitando quindi la componente dolorosa del paziente al minimo.

Come si prendono le impronte?

Ovviamente le impronte dei denti devono essere molto accurate affinchè il computer possa programmare e costruire le mascherine con precisione.  E’ possibile inoltre, prima di dare il consenso alla costruzione delle mascherine, fare una “simulazione” su video per vedere il risultato che si otterrà

Come si puliscono i denti con le mascherine?
Le mascherine oltre ad essere “invisibili” sono anche removibili e devono essere indossate tutto il giorno e tutta la notte, tranne durante i pasti e il lavaggio dei denti.
Le manovre di igiene orale e la masticazione avvengono quindi senza alcun problema, a differenza delle terapie con apparecchiature metalliche tradizionali ove il cibo tende ad incastrarsi nei brackets ed è richiesto un maggior impegno nelle manovre di igiene orale quotidiana.
Nei pazienti in trattamento con allineatori, inoltre, si osserva un miglioramento dell’igiene orale e un minore rischio di sviluppo di parodontite (piorrea).

Questo tipo di ortodonzia è diffuso?
Secondo le statistiche UNIDI, nel 2015 circa 30.000 persone hanno optato per un trattamento con allineatori invisibili, rappresentando una parte rilevante dei pazienti ortodontici adulti. Con una crescita del 20% annuo, gli allineatori invisibili rappresentano ormai un’alternativa consolidata all’ortodonzia tradizionale, ferma a una crescita dell’1,5%.

 

Quali operatori possono usare queste nuove tecniche?
Come tutte le “innovazioni” scientifiche, tale tecnica richiede una curva di apprendimento da parte dell’ortodontista, avendo delle caratteristiche biomeccaniche specifiche che non sono totalmente sovrapponibili a quelle dell’ortodonzia tradizionale.
E’ quindi necessario che l’ortodontista che vuole usare queste nuove tecniche frequenti dei corsi appositi.

La terapia con Nuvola è solo un trattamento cosmetico?
Non è solo un trattamento cosmetico, ma ha l’obiettivo del benessere del paziente: essa corregge le malocclusioni nella loro complessità ed elimina le malposizioni forzate che derivano da un cattivo combaciamento dei denti. Ovviamente l’allineamento dei denti frontali è sicuramente molto apprezzato dai pazienti.

       

Questa tecnica prevede tempi di cura molto lunghi?
Mediamente i protocolli di cura prevedono il cambio delle mascherine ogni 15 giorni, ma in determinate condizioni anche ogni 7 giorni. Il futuro dell’Ortodonzia prevede il movimento accelerato e la riduzione dei tempi di trattamento.
Nel caso di pazienti parodontopatici invece è consigliabile allungare i tempi in modo da non sottoporre i denti a degli stress eccessivi.
                                                                                              Dr. Corrado Cavalca

 

È sicuro andare dal dentista durante l’emergenza COVID-19?

È sicuro andare dal dentista durante l’emergenza COVID-19?

È sicuro andare dal dentista durante l’emergenza COVID-19?

Con l’emergenza COVID-19 abbiamo imparato che per convivere con il virus sono tre le misure di sicurezza principali da mettere in pratica:

  • lavaggio frequente delle mani
  • distanziamento sociale (1,5 metri tra una persona e l’altra)
  • utilizzo della mascherina

Ci sono alcune attività che sono però incompatibili con l’adozione di alcune di queste misure: una di queste è la visita dal dentista.
Durante la visita dal dentista infatti il paziente non può indossare la mascherina e inoltre durante la visita, paziente e dentista si trovano a distanza piuttosto ravvicinata.
Questo significa che andare dal dentista è una pratica poco sicura? Assolutamente no.
In questo articolo vi spieghiamo perché lo studio dentistico è un luogo con alti livelli di sicurezza anche durante l’emergenza COVID-19 e perché è importante non rimandare gli appuntamenti che riguardano la salute orale anche (e soprattutto) in questo difficile momento.

Prima della pandemia
Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus noi dentisti abbiamo sempre ripetuto che gli studi dentistici – già prima della pandemia – erano attrezzati con tutte le misure di sicurezza necessarie per minimizzare il rischio di contagio.
Chi lavora in uno studio dentistico è da sempre esposto a un certo rischio biologico a causa del contatto con la saliva e il sangue dei pazienti.
Siccome questo rischio biologico è una costante nel lavoro del dentista, anche prima dell’emergenza COVID-19 gli studi dentistici mettevano già in atto tutte le procedure necessarie per minimizzare il rischio di contaminazione crociata.
www.studiodentisticoassociato.com/la-sterilizzazione-negli-studi-dentistici/
Con la crisi sanitaria attuale le misure di sicurezza all’interno dello studio dentistico si sono ulteriormente rafforzate tenendo in considerazione la modalità di diffusione del nuovo Coronavirus.

coronavirus-dentistiQuando il dentista utilizza nella bocca del paziente strumenti rotanti (come il “trapano” che si utilizza per otturare una carie), l’attrito dello strumento nebulizza le goccioline di saliva che rivestono la superficie del dente creando un “aerosol”.
Quando utilizziamo strumenti che provocano aerosol utilizziamo anche la doppia aspirazione di saliva in modo tale da “intrappolare” quante più particelle di saliva possibile; inoltre dopo ogni paziente i dentisti disinfettano le superfici dello studio e si assicurano di aerare l’ambiente per almeno 10 minuti.
In ultimo, prima di visitare un paziente, gli chiediamo di fare uno sciacquo con uno specifico collutorio: alcuni studi hanno dimostrato che dopo il suo utilizzo l’eventuale carica virale presente nella bocca del paziente diminuisce.
Il dentista deve sempre indossare almeno la mascherina chirurgica, ma per certe procedure indosserà la mascherina FFP2 e una visiera protettiva.

mascherina e visieraCon ogni paziente poi il dentista utilizza un camice e guanti monouso.

Perché è pericoloso rimandare le visite dal dentista?
La salute dei denti e delle gengive non va sottovalutata: un controllo periodico ci permette di intervenire tempestivamente risolvendo determinate situazioni che, se trascurate, possono portare a conseguenze negative causando patologie più gravi che diventano poi più difficili e dispendiose da trattare.
Per questo motivo la prevenzione e l’attenzione alla salute orale sono importanti anche durante l’emergenza COVID-19: recatevi dal vostro dentista con fiducia, lo studio dentistico da sempre – e a maggior ragione in questi mesi – è un luogo con altissimi standard di sicurezza dove le possibilità di contagio vengono ridotte al minimo grazie allo sforzo di operatori sanitari e pazienti.

www.bluesmile.eu/e-sicuro-andare-dal-dentista-durante-lemergenza-covid-19-tutto-quello-che-ce-da-sapere/

Inoltre il nostro Studio è dotato di una potente apparecchiatura (V.M.C) per cambiare, filtrare e sanificare l’aria.

Visite odontoiatriche ai tempi del Coronavirus? Ecco come effettuarle in sicurezza

Si parte dal triage che verrà eseguito avvalendosi di un questionario con consenso informato, da compilare e firmare, e, in fase di accettazione, con la misurazione della temperatura al termoscanner.
Questo passaggio consente di operare un doppio controllo sullo stato di salute del paziente per il quale resta anche l’obbligo di accedere indossando la mascherina. Dovrà inoltre lavare le mani con acqua e sapone o con gel disponibile in sala d’attesa e dovrà rispettare le distanze di sicurezza (almeno due metri) all’interno della sala d’aspetto.
Qui viene sensibilmente ridotta la capienza massima: potranno sostare meno pazienti che comunque verranno distribuiti durante l’arco del servizio attraverso appuntamenti con orari differenti a distanza di circa un’ora l’uno dall’altro. Ciò consente di evitare assembramenti e di ridurre le possibilità di contatto, ma lascia anche il tempo agli operatori di sanificare con cura tutti gli ambienti tra una visita ed un’altra.
In sala d’attesa, non possono più nemmeno essere presenti giornali e riviste cartacee e tutti gli oggetti personali verranno alloggiati e sigillati in buste sterili fornite dagli operatori.
Dopo ogni visita, e soprattutto dopo ogni procedura odontoiatrica, la sala viene sanificata: gli strumenti usa e getta vengono smaltiti, tutti gli apparecchi vengono igienizzati e tutte le superfici vengono ripulite.

Tutti gli operatori, com’è noto, indosseranno dispositivi di protezione individuale. Dpi che però vanno classificati e scelti in base al tipo di rischio relativo alla procedura odontoiatrica da applicare.
Gli operatori, dal dentista all’assistente alla poltrona alla segretaria, si “barderanno” con la stessa tipologia di dispositivi di protezione (camici, guanti monouso e braccioli, mascherine almeno ffp2, schermi facciali, occhiali protettivi, cuffie).

L’area di intervento viene quindi isolata, ove possibile, con la diga di gomma rispetto al resto della bocca in modo tale che gli strumenti non entrino in contatto con zone non pertinenti e per ridurre del 70% le particelle sospese nell’aria. Il protocollo sanitario prevede anche l’uso di aspiratore doppio o chirurgico e la predilezione, se possibile, di procedure manuali.

Visite odontoiatriche ai tempi del Coronavirus? «Ecco come effettuarle in sicurezza»

Secondo il nono e ultimo rapporto dell’INAIL divulgato il 21 ottobre u.s. e basato sui dati al 30 settembre 2020, i contagiati da Covid-19 sul lavoro in Italia sono stati 54.128, con una incidenza prevalente nel settore sanitario e dell’assistenza sociale, riconducibile dunque a ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche e policlinici universitari, residenze per anziani e disabili, con il 70,3% degli infortuni dichiarati e con un incremento di 1.919 denunce in più rispetto al mese precedente.
A fronte di questi dati, chiaramente preoccupanti, risulta significativo che, relativamente ai dipendenti di studi odontoiatrici, l’INAIL abbia dichiarato che “ad oggi non risultano infortuni da Covid-19 per questa specifica categoria”.
Gli studi dentistici sono dunque luoghi sicuri; lo sono per i professionisti e per il personale ausiliario, così come per i pazienti. Le severe norme di sicurezza da sempre applicate, con l’inizio della pandemia si sono ulteriormente rafforzate, diventando un punto di riferimento anche per altre branche della professione medica.
www.andi.it/la-prevenzione-non-si-ferma-continua-la-campagna-dellassociazione-nazionale-dentisti-italiani-daldentistainsicurezza/

Dr. Corrado Cavalca

Dentista terza età

Dentista terza età

DENTISTI PER LA TERZA ETA’

https://www.odontonetwork.com/odontoiatria-geriatrica-professione/

Perché dentisti per la terza età?
Il forte aumento dei pazienti anziani richiede da parte del dentista una anamnesi accurata, per evidenziare tutte le variabili in gioco: dalla politerapia farmacologica agli stili di vita.

L’odontoiatria geriatrica non è riconosciuta come specialità, ma è certo che i cambiamenti demografici in corso renda necessario l’apprendimento di nuove conoscenze da parte dei dentisti, perché il trattamento degli anziani sarà una parte sempre più significativa della loro professione.

        

Grazie alla prevenzione orale si è ridotto nettamente il numero di edentuli e sempre più persone mantengono i denti naturali per tutta la vita, determinando inevitabilmente una maggiore esigenza di cure odontoiatriche.
Allo stesso tempo il paziente anziano è spesso affetto da patologie cardiovascolari e diabete mellito, che si associano a una maggiore incidenza di malattia parodontale.

http://www.studiodentisticoassociato.com/diabete-e-piorrea/

Per questo i dentisti devono avere una conoscenza approfondita di queste malattie sistemiche, di come vengono trattate dagli altri specialisti e di quali modifiche richiedono ai trattamenti odontoiatrici.

Cosa è la politerapia farmacologica?
I pazienti affetti da malattie croniche assumono solitamente una gran quantità di farmaci, che interagiscono tra loro e producono spesso effetti collaterali. Uno di questi è la xerostomia (bocca secca), effetto collaterale causato da oltre 500 farmaci, come gli anticolinegici, gli antipertensivi, i broncodilatatori e i diuretici.
Altre classi di farmaci frequentemente prescritti agli anziani, come gli antidepressivi e gli inibitori di pompa protonica, sono associati alla xerostomia e il rischio aumenta con l’assunzione contemporanea di medicinali diversi.
La riduzione del flusso di saliva può comportare conseguenze per la salute orale, oltre ad avere un impatto negativo sulla qualità di vita.
Un approccio odontoiatrico appropriato per un paziente anziano deve comprendere un’esauriente storia clinica, la valutazione dello stato di salute e dei fattori di rischio per patologie orali e una comunicazione con gli altri professionisti sanitari che hanno in cura il paziente.

E’ possibile inserire impianti negli anziani?
La durata media degli impianti negli anziani è simile a quella registrata nei pazienti più giovani e anche il tasso di complicazioni chirurgiche non presenta differenze significative.

Ci sono però alcune considerazioni specifiche che devono essere fatte prima di accingersi a un intervento di implantologia in un paziente anziano. Molti anziani infatti hanno patologie che possono influire negativamente sulla durata degli impianti.
Trattamenti associati (come la radioterapia) e farmaci (come i bisfosfonati) aumentano a loro volta i rischi di fallimento. Infine, sia i controlli annuali che l’igiene orale quotidiana possono essere difficili per gli anziani, spesso bloccati da patologie e disabilità: è dunque essenziale un coinvolgimento dei parenti che se ne prendono cura.

Perché è importante la prevenzione?
Per persone che vivono sempre più a lungo, la prevenzione diventa un concetto fondamentale, nell’odontoiatria come in gran parte delle altre specialità mediche. E la prevenzione passa attraverso un potenziamento del dialogo tra dentista e paziente, che permetta di trasmettere informazioni, messaggi e consigli legati ai numerosi accorgimenti che i cittadini dovrebbero adottare per uno stile di vita più salutare.
Visite regolari dal dentista e dall’igienista dentale sono sicuramente meno costose di un intervento per parodontite che si rende necessario quando l’anziano, non prendendosi cura a dovere della propria bocca, va incontro a un’infiammazione grave e alla perdita di denti.
Ci sono anche infezioni più gravi che il dentista dovrà tenere in conto, come le malattie gengivali e il cancro orale, che a volte non provocano dolore fino alla fase avanzata della malattia. A questo punto sarà più difficile da trattare.

Perché è importante avere la bocca in ordine anche da anziani?
Avere un bel sorriso da anziani deve essere un obiettivo: non soltanto per una questione estetica, ma soprattutto di salute. Chi ha problemi dentali, infatti, oltre alla difficoltà a masticare e a digerire, ha anche un rischio più elevato di sviluppare altre malattie: dalla depressione al declino cognitivo, dal diabete all’infarto del miocardio.
Grazie alle buone abitudini e ad una corretta igiene orale sempre più adulti riescono a mantenere i denti naturali per tutta la vita. La chiave è la prevenzione e la terapia. Avere un corpo sano significa anche avere una bocca sana.

         

Bocca e denti sani aiutano gli anziani ad avere un buon aspetto, a mangiare cibi nutritivi e deliziosi, a parlare con chiarezza e sicurezza. Avere una bocca sana è importante per una buona qualità della vita.

E se l’anziano non è autosufficiente?
È possibile che una persona a noi cara non riesca a mantenere la propria bocca in buona salute. In tal caso bisognerebbe ricordargli di spazzolare i denti, di usare il filo interdentale e lo scovolino e di recarsi periodicamente dal dentista.    Questi passi possono prevenire molti problemi.
Se una persona non è in grado di provvedere alla propria igiene orale potrebbe risultare utile parlare con un igienista capace di dare buoni consigli sulla “manutenzione” della bocca.
È importante che qualcuno si prenda cura delle persone anziane e disabili, anche perché in caso contrario l’eccesso di placca che si forma in bocca (carica di batteri) può causare INFEZIONI DISCENDENTI nell’albero respiratorio con bronchiti e polmoniti,

Quali sono i principali problemi dentali negli anziani?
Il problema principale delle persone della terza età è, naturalmente, la perdita dei denti e la necessità di protesi.
Se non è più possibile fare delle protesi fisse (usando come pilastri i denti naturali e/o gli impianti) allora bisogna ricorrere alle protesi rimovibili che possono essere parziali (scheletrati) o totali (la classica dentiera).

       

Oltre due milioni di italiani sono arrivati alla perdita di tutti i denti (edentulia) e sono portatori di una protesi totale. Questo tipo di protesi però può essere instabile, richiede l’uso di colle per farla stare ferma e spesso crea decubiti sulla gengiva, arrossamenti e dolore. Inoltre per alcuni è fonte anche di disagio psicologico.

Quale manutenzione è consigliata per la dentiera?
I batteri aderiscono alle dentiere complete o parziali come ai denti naturali: se si usa una dentiera, è necessario lavarla quotidianamente con prodotti specifici e disinfettarla periodicamente immergendola in acqua in cui farete sciogliere le apposite pastiglie che sviluppano ossigeno.

Difficoltà a portare la protesi?
Nel caso in cui il paziente abbia difficoltà nel portare la protesi totale è possibile renderla più stabile inserendo nell’osso degli impianti con degli attacchi sferici che trattengono la dentiera come dei “bottoni automatici”.

     

Per moltissimi anni la protesi mobile, totale o scheletrata, ha risolto più che adeguatamente ogni problema di riabilitazione dentale per mancanza di denti. Il nostro Studio Associato crede ancora molto nella validità della protesi mobile che risulta più economica, di più veloce realizzazione, senza chirurgia e che permette un’igiene perfetta anche nel caso in cui il paziente non sia in grado di mantenere da solo una corretta igiene orale domiciliare.
Il nostro staff ricerca anche in questi casi la massima estetica possibile, convinti che il paziente anziano non debba rinunciare ad avere un aspetto curato e piacevole, che gli consenta di essere a suo agio nei rapporti sociali, sempre più fitti anche in età avanzata.

Cos’è il “carico immediato”?

Se il paziente rifiuta la protesi mobile totale, è possibile (se ci sono i presupposti per farlo) proporre una protesi “fissa” completamente sostenuta da impianti.

http://www.studiodentisticoassociato.com/carico-immediato/

Con questa tecnica si ottengono ottimi risultati, ma è necessario avere condizioni di partenza favorevoli e predisponenti:
• buona quantità e qualità ossea: l’osso deve essere soddisfacente sia sotto il punto di vista quantitativo che di densità.
• buon supporto parodontale: le gengive e i tessuti molli devono godere di ottima salute.
• buon bilanciamento occlusale, ovvero un corretto piano occlusale masticatorio senza precontatti o scivolamenti.
• assenza di parafunzioni quali bruxismo (digrignamento dei denti) che potrebbero nel tempo distruggere l’osso attorno agli impianti.
• assenza di condizioni cliniche suscettibili a ritardare o diminuire l’integrazione degli impianti (es. diabete).
Oltre alle condizioni cliniche ed anatomiche del paziente, influisce fortemente sulla riuscita degli interventi anche l’abilità dell’implantologo, in quanto l’esperienza risulta fondamentale sia in fase di preparazione del sito implantare che nella progettazione di un adeguato design protesico con una buona distribuzione degli impianti in arcata.

     

Quali sono i vantaggi del “carico immediato”?
Gli impianti a carico immediato rappresentano senza dubbio un vantaggio per quei pazienti che puntano ad una velocità d’intervento, permettendo essi un ripristino estetico e funzionale del sorriso nel giro di un solo giorno, in maniera fissa e senza dover ricorrere a protesi mobili con tutti i disagi che ne conseguono.

Perché è importante la vicinanza del laboratorio odontotecnico?

Uno dei vantaggi del nostro Studio Associato è quello di avere il laboratorio odontotecnico annesso: questo permette una collaborazione stretta ed immediata fra il medico che inserisce gli impianti e il laboratorio.
E’ evidente che la presenza e la disponibilità degli odontotecnici è indispensabile nell’esecuzione di una protesi a “carico immediato”.
Ma anche nella protesi “tradizionale” (sia fissa che mobile) la presenza in Studio del laboratorio consente una riduzione dei tempi di lavoro e un risultato estetico nettamente migliore.
Un esempio per tutti, la gestione delle emergenze: una dentiera rotta viene riparata dai nostri odontotecnici in sole due ore!!

                                                                                             Dr. Corrado Cavalca

Sbiancamento dei denti – Sbiancamento professionale

Sbiancamento dei denti – Sbiancamento professionale

Lo sbiancamento dei denti

Che cos’è lo sbiancamento dei denti?

E’ un trattamento estetico molto richiesto che ha ormai assunto una notevole rilevanza sia in ambito domestico che in quello professionale.  Denti bianchi e sani rappresentano infatti una delle caratteristiche estetiche più ambite e ricercate.  Sotto il termine sbiancamento rientra qualsiasi trattamento che porti i denti ad apparire più bianchi.

Per riportare il colore dei denti al bianco e alla luminosità di un tempo è possibile scegliere tra diverse tipologie di trattamenti sbiancanti: per sfregamento oppure con sostanze decoloranti.
Inoltre lo sbiancamento dei denti può essere professionale o domiciliare.
Il trattamento professionale, naturalmente, deve essere svolto dal dentista, mentre il trattamento domiciliare può essere effettuato a casa mediante l’uso di determinati prodotti.

Perchè sbiancare i denti?

L’aspetto del proprio sorriso è oggi importantissimo: un bel sorriso dà un’idea di pulizia, di ordine, di simpatia e contribuisce a valorizzare l’individuo. Al contrario denti gialli, magari con il tartaro o visibilmente cariati, sono sinonimo di sporco, di una persona che ha poca cura di sé.  Tramite la tecnica dello sbiancamento dentale è possibile riportare il dente a un colore più brillante e luminoso.

Quali sono le indicazioni?

Lo sbiancamento denti è indicato per trattare le discromie dentali che possono manifestarsi nel corso della vita di un individuo. A questo proposito, ricordiamo che tali discromie possono essere superficiali (come quelle causate dall’eccessivo consumo di caffè o dal tabacco), oppure più o meno profonde (come quelle causate dall’assunzione di alcuni tipi di farmaci).
Lo sbiancamento dentale, inoltre, può essere effettuato sia su denti vitali, sia su denti che hanno perso la vitalità (denti devitalizzati). In quest’ultimo caso, tuttavia, la procedura è leggermente più complessa e richiede tempi d’esecuzione maggiori.

Quali prodotti si usano per sbiancare i denti?

Tutti i prodotti utilizzati per lo sbiancamento dentale contengono lo stesso principio attivo: il perossido di idrogeno o il perossido di carbammide. Quello che cambia è la sua concentrazione e il metodo di applicazione, variabili che influiscono notevolmente sul risultato finale.
I prodotti sbiancanti per uso professionale hanno un elevato contenuto di agente attivo: è per questa ragione che possono essere usati solo da un dentista abilitato.   Il risultato ottenuto è elevato sia come brillantezza che come durata.

risultato sbiancamento   Risultato dello sbiancamento

 

Lo sbiancamento sostituisce la pulizia dei denti?  

Assolutamente no: prima di procedere con qualsiasi metodica di sbiancamento, è necessario eseguire un’accurata pulizia dentale (o detartrasi, o ablazione del tartaro), allo scopo di rimuovere tartaro, placca ed eventuali pigmentazioni esterne.     Solo dopo aver eseguito la detartrasi, è possibile procedere con il vero e proprio sbiancamento.

Perché i denti diventano scuri?

Il colore del dente è soprattutto un fattore genetico anche se poi incidono le abitudini alimentari e l’igiene orale. Inoltre con l’età la parte interna del dente, detta dentina che è di colore giallo o vicino al giallo, tende a mettersi in evidenza a causa del consumo dello smalto più esterno ad opera di fenomeni abrasivi.   Quindi la dentina gialla fa il suo ingresso in scena.

 

Quali sono gli alimenti che colorano i denti?

Il caffè è un vero e proprio killer per lo smalto dei nostri denti.
Lo strato esterno del dente, infatti, è molto poroso e il caffè viene assorbito ed essendo di colore scuro lentamente ingiallisce lo strato superficiale.
Il fumo ovviamente non è un alimento, ma è doveroso citarlo e ribadire che oltre agli innumerevoli effetti nocivi sulla salute, anche per il discorso del colore dei denti incide in maniera negativa.

caffe-e-sigaretta        Fumo e caffè!!

Il tè contiene tannini, che macchiano i denti. Non dimentichiamo parallelamente gli effetti positivi del tè sulla salute .
Anche il vino rosso ingiallisce i denti.
Anche la Coca Cola andrebbe evitata: oltre a colorare i denti, le sostanze in essa contenute pare aiutino la corrosione dello smalto.
I succhi di frutta scuri oltre al colore, come tutti gli alimenti acidi aiutano la corrosione dello smalto.
Il succo dei mirtilli (piuttosto acido) macchia i denti.
Le barbabietole, il curry, la salsa di soia, la liquerizia, la salsa di pomodoro, l’aceto balsamico….
In questi casi si consiglia di mangiare prima un antipasto fatto di spinaci o broccoli che, come la lattuga, creano un film protettivo sui denti in modo che gli alimenti non penetrino nei pori.

 

Come sbiancare i denti?

Per sbiancare i propri denti si possono usare diversi sistemi:
1) sbiancamento fai da te con dentifrici comprati al supermercato o anche in farmacia.
2) kit per farselo a casa ma sotto la guida del dentista.
3) sbiancamento professionale dal dentista.
Se si decide di prendere un dentifricio autonomamente, fate attenzione ad evitare quelli con sostanze ‘sbiancanti’ a base molto abrasiva poiché danneggiano lo smalto.
Le tecniche domiciliari (sotto la guida di un dentista) hanno percentuali piu’ basse di sostanza sbiancante e il trattamento può durare per 15 giorni con applicazioni di mascherine colme di gel (il dentista ti spiegherà come procedere).

             Mascherine per lo sbiancamento

 

Perchè è meglio lo “sbiancamento professionale”?

Il gel che si usa per lo sbiancante professionale ha percentuali più alte di perossido e il dentista proteggerà i tessuti gengivali prima di metterlo, con una diga realizzata con resine fotopolimerizzate.  Inoltre il procedimento è più veloce: quasi sempre è sufficiente un’unica seduta di sbiancamento, con l’ausilio di lampade speciali che richiedono l’uso di speciali occhiali per proteggere gli occhi.

protezione gengive

attivazione con lampada

L’importanza di esser seguiti da un dentista (facendo il trattamento presso il suo studio o a casa) è per scongiurare eventuali danni dovuti al trattamento. La sua esperienza saprà evitarli, grazie ad una accurata indagine preliminare.

Eseguendo lo sbiancamento professionale è garantito che lo smalto rimanga intatto e che i denti non subiscano danni, se non una leggera sensibilità post-trattamento.
Nei casi più gravi può accadere che non si ottengano risultati soddisfacenti, come in presenza di macchie causate dalla tetraciclina che non possono essere sbiancate.
In questi casi si dovrà ricorrere a faccette o corone.

Sbiancamento di denti non vitali

Per quanto riguarda lo sbiancamento dei denti non vitali, la procedura è totalmente diversa da quanto finora descritto. In questi casi, infatti, si utilizza perossido d’idrogeno al 35% che viene inserito direttamente all’interno del dente che si vuole sbiancare. Dopodiché, si effettua un’otturazione provvisoria e il paziente può essere mandato a casa. Trascorsi due o tre giorni, il paziente deve recarsi nuovamente in ambulatorio, dove l’odontoiatra verificherà il grado di sbiancamento ottenuto e valuterà la necessità di effettuare o meno un’ulteriore applicazione.

Si possono sbiancare anche i denti devitalizzati

 

Cosa fare prima di ogni sbiancamento?

Prima del trattamento sbiancante è necessario fare un controllo accurato della bocca.
Ovviamente se c’è del tartaro va prima fatta una perfetta pulizia, se nel cavo orale ci sono otturazioni infiltrate, potrebbero insorgere danni alla polpa del dente. Se i denti sono ipersensibili, si dovrà porre rimedio a questa sensibilità prima del trattamento, altrimenti potrà aumentare. Se ci sono otturazioni bianche e/o porcellane sui denti anteriori bisogna prevedere che dopo il trattamento risulteranno scure.
Se i denti vengono trattati con sostanze remineralizzanti anteriormente al trattamento e vengono seguiti i protocolli consigliati dalle evidenze scientifiche ed empiriche nonché dalle case produttrici, non vi sarà nessun danno a carico dei denti e delle gengive. Tutte le tecniche risultano essere valide, ma i trattamenti vanno scelti e consigliati dall’odontoiatra che valuterà il trattamento ideale personalizzato per ogni paziente.

Quali possono essere gli effetti indesiderati dello sbiancamento?

Data la sempre migliore qualità dei materiali utilizzati, gli effetti indesiderati (eccessiva sensibilità ed irritazione delle gengive) sono ormai minimi e scarsamente denunciati dai nostri pazienti dopo i trattamenti. Questi disturbi infatti vengono prevenuti proteggendo le gengive, la lingua e le labbra. Leggere gengiviti tendono comunque a presentarsi al termine del trattamento, salvo poi regredire spontaneamente nelle 24-48 ore successive.
L’intervento di sbiancamento comunque è sconsigliato ai ragazzi di età inferiore ai 14 anni e alle donne in gravidanza o in periodo di allattamento. Dopo la seduta è importante evitare per almeno 24 ore il fumo e l’assunzione di cibi e bevande coloranti.

Sbiancamento “fai da te”: quali sono le cose da evitare?

Aceto, bicarbonato, limone, menta, salvia, fragole… sono alcuni dei consigli più bizzarri che si leggono in Rete e che dovrebbero aiutare a sbiancare i denti.   Nulla di più falso e pericoloso sottolineano i Dentisti ANDI che invitano a diffidare di questi consigli per il bene dei propri denti e delle proprie gengive.

ANDI

                                                                                                                    Dr. Corrado Cavalca

Direttore Sanitario Dr. Corrado Cavalca| Laurea in Medicina e Chirurgia conseguita presso l'Università di Milano nel 1974| Specializzazione in Odontoiatria e Protesi Dentaria conseguita il primo luglio 1977 a Milano| Iscrizione all'Albo dei Medici Chirurghi di Genova dal 25/11/1977 al n. 8160 | Iscrizione all'Albo degli Odontoiatri dal 24/01/2005 al n. 1061

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